I tumori orbitari

I tumori orbitari

La cavità orbitaria, a forma di cono, è delimitata da quattro pareti ossee (tetto, pavimento, parete laterale, parete mediale), alla cui composizione partecipano diverse strutture scheletriche: osso frontale, osso zigomatico, etmoide, sfenoide, mascellare superiore. Al suo interno è contenuto l’apparato visivo, con il globo oculare, il nervo ottico, i muscoli estrinseci dell’occhio, in numero di sei per lato, la ghiandola lacrimale ed il grasso orbitario.

La molteplicità dei tumori orbitari

La eterogeneità dei diversi tessuti contenuti nella cavità orbitaria è alla base della molteplicità di neoplasie, sia benigne che maligne, che possono insorgere a questo livello: emangiomi, adenomi, fibromi, neurofibromi, endoteliomi, adenocarcinomi, carcinomi, linfomi, sarcomi.

I sintomi di un tumore orbitario

I primi sintomi di una neoplasia, benigna o maligna, dell’orbita possono essere: diplopia (cioè visione doppia), diminuzione improvvisa del visus, protrusione del globo oculare (esoftalmo), abbassamento della palpebra (ptosi palpebrale).

La diagnosi può essere fatta mediante Risonanza Magnetica, TAC, eventuale biopsia.

Terapia dei tumori orbitari

Il trattamento può essere chirurgico o radio-chemioterapico (come per esempio nei linfomi).

In caso di neoplasie benigne è sufficiente la asportazione o enucleazione della neoplasia, solitamente mediante incisioni ed accessi transcongiuntivali.

Invece, in caso di neoplasie maligne purtroppo è necessario il completo svuotamento della cavità orbitaria, con sacrificio del globo orbitario. In questi casi la cavità orbitaria viene colmata con un lembo di muscolo temporale, che servirà da supporto per una successiva protesizzazione orbitaria mediante una epitesi, o maschera orbitaria.

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